TOKYO E OSAKA – Banzaaaaaaaiiiiiiiii
E’ il penultimo giorno nella prefettura di Kyoto, decidiamo di sfruttarlo per una visita in giornata ad Osaka e grazie agli efficientissimi treni in meno di un’ora siamo in città. Ci muoviamo solamente a piedi, ci piace esplorare lentamente passando di quartiere in quartiere per goderci ogni più piccolo particolare.
Il centro è un’esplosione di colori che ci travolge, sembra che ogni locale, ristorante, negozio, supermercato o bancarella faccia a gara per chi ha l’insegna più pazza ed appariscente. Enormi animali, mostri, pupazzi, mascotte di ogni genere, sono appesi e scalano gli edifici come King Kong sull’Empire State Building. Sembra una grande festa e anche il cibo vuole la sua parte, se amate lo street food c’è solo l’imbarazzo della scelta, noi cerchiamo di darci un contegno e fingere indifferenza ma in realtà ci lanceremmo su ogni prelibatezza e addio dignità. È per questo motivo che non ci lasciamo scappare la visita al Kuromon Market, il mercato del pesce dove però è possibile trovare anche frutta, verdura, carne e dolci. Il giro tra le bancarelle, tutte dotate di griglia per farvi cuocere tutto quello che volete nel caso sushi e sashimi non vi bastino, ha messo a dura prova la nostra capacità di smettere di mangiare.


Ora di corsa alla base per richiudere gli zaini e prepararci per Tokyo!
Iniziamo dai quartieri di Asakusa, un quartiere caratteristico più tradizionale, dove visitiamo il Senso-Ji, il più famoso tempio buddhista della città; e Akihabara, la zona dell’elettronica che ha davvero le carte in regola per far impallidire Las Vegas. Entriamo per curiosità in una sala giochi di sei piani e scopriamo che i giapponesi ne vanno così matti che c’è la coda per ogni tipo di gioco, il suono è così assordante che quasi rischiamo un attacco epilettico!
Visitiamo il santuario di Meiji, immerso in un’oasi verde così silenziosa e tranquilla che sembra impossibile che a due passi ci sia tutta la frenesia di Tokyo. Il tempio, il santuario shintoista più grande della città risalente al 1920, è un luogo di preghiera e di cerimonie per i Giapponesi che dopo aver gettato una moneta si raccomandano agli Dei.
Uscendo proseguiamo per Takeshita Street, che più che una via commerciale sembra un luna park. Veniamo letteralmente travolti da fiumi di giovani con il loro entusiasmo, a destra e sinistra negozi di vestiti, cosplay, accessori, gelati, caramelle, anche se non si fanno acquisti una visita in questa zona così caratteristica è obbligatoria!
Il tour è finito, ci prenotiamo subito per quello serale a Shinjuku, nel mentre Lorenzo si offre di accompagnarci allo Shibuya Crossing, l’incrocio più famoso del mondo che poi scopriamo forse non essere il più bello (la sfida è con quello di Ginza!).
Il tour termina velocemente e come ultima chicca ci lascia a Golden Gai, una zona molto particolare con decine di minuscoli bar (anche con soli 4 o 5 posti a sedere) molto amata dagli occidentali, un po’ meno dalle persone locali dato che spesso per loro è previsto il pagamento di una tassa sull’ingresso (nonostante ciò, non è difficile trovare alcuni locali che accettano solo giapponesi). Decidiamo comunque di dare un’occhiata al volo entrando in un bar a caso, ed incontriamo una miriade di persone europee che fanno il coro all’unico giapponese ubriaco in giacca e cravatta che si scatena sulle note di Flashdance!
Abbiamo anche la fortuna di assistere nello stesso quartiere ad una gara di corsa universitaria, le tifoserie ci credono così tanto e cantano così forte che per un momento abbiamo pensato fosse in gara anche l’imperatore!
La mattina seguente la sveglia suona alle 6.20, Federica è già in piedi e scalda l’acqua per il caffè istantaneo (quanto ci manca il vero caffè), colazione rapida e siamo in cammino verso il pullman che ci porterà al lago Kawakuchi per ammirare sua maestà, il Monte Fuji. Siamo un po’ preoccupati perché troppe persone ci hanno detto che per vederlo, il cielo deve essere limpido e preghiamo che il Dio sole oggi ci assista, ormai il nostro tempo in Giappone sta per scadere.
Decidiamo di mangiare i nostri soliti onighiri comprati la mattina al Seven Eleven di fiducia e ci godiamo ancora per un po’ questo spettacolo, il Giappone continua a stupirci, stiamo pensando seriamente di trasferirci qui.
Per il pomeriggio scegliamo l’onsen Jakotsuyu di Asakusa, che ci viene indicato come uno dei pochi frequentato solamente da persone locali e che accetta i tatuaggi (vengono ancora associati alla Yakuza ma per fortuna il Giappone si sta aprendo in questo senso).



Marco
Ciao ragazzi, visto che avete viaggiato in Giappone low-cost (come piace a noi) vi chiedo: avete usato il japan Rail Pass? Stiamo cercando di capire come risparmiare il più possibile per gli spostamenti. Grazie!
Trip'N'Roll
Ciao Marco 🙂
Noi abbiamo preso un bus da Kyoto a Tokyo per risparmiare. Abbiamo poi acquistato solo un pass per il treno della durata di 5 giorni valido per la prefettura di Kyoto, ovvero lo abbiamo utilizzato per raggiungere Osaka, Nara, Hiroshima e l’isola di Miyajima (lo puoi comprare allo stazione di Kyoto). Dopo aver fatto i dovuti calcoli abbiamo capito che avremmo speso meno in questo modo piuttosto che acquistare il Japan Rail Pass, ovviamente dipende dal vostro itinerario. Da Tokyo noi non ci siamo mossi a parte un giorno per raggiungere il monte Fuji (in autobus).
Se hai altre domande siamo qui 🙂
Un abbraccio
Andre e Fede