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SAN PIETROBURGO – Taralli e broccoli come caramelle

Da Riga, in Lettonia, prendiamo il solito bus notturno per la Russia, la nostra prima vera grande tappa!
Dopo un doppio controllo al confine, arriviamo a San Pietroburgo alle 6 del mattino, l’orario “preferito” di Federica. Da quel poco che riusciamo a vedere la città ha uno stile ancora abbastanza europeo ma ci piace, siamo eccitati all’idea di essere qui! Bastano 10 minuti con i nostri zaini/macigni per trasformare il piacere in pura fatica e due chilometri sembrano venti! Fede impreca in dialetto siciliano (è sempre un brutto segno) evocando santi che non ho mai sentito nominare.
Abbiamo appuntamento con Aleksandr, un ragazzo contattato su Couchsurfing che ci ospiterà per i primi due giorni: il nostro incontro doveva essere sotto casa sua ma falliamo miseramente e ci viene a prendere alla metro più vicina. La casa è molto vissuta, un misto tra lo stile vintage e il post-apocalittico, ma abbiamo una stanza tutta per noi che in questo momento ci sembra una suite, e crolliamo sul nostro sgangherato divano letto.
Ricaricate le pile, il pomeriggio partiamo in esplorazione! Alex ci fa da Cicerone, è un ragazzo d’oro, dopo un anno nell’esercito russo ha deciso di abbandonare per sempre le armi e ora, a soli 24 anni, dedica la sua vita ad aiutare i meno fortunati.
Partiamo da Palace Square, l’immensa piazza che si trova tra il Palazzo di Inverno (che ospita il favoloso museo dell’Hermitage) e il Palazzo dello Stato Maggiore, al cui centro sorge l’imponente colonna di Alessandro e purtroppo teatro della tragica “domenica di sangue” del 1905, dove l’esercito apri il fuoco sui manifestanti disarmati. Proseguiamo con il Palace Bridge, che viene aperto all’uno di notte accompagnato da musica classica per permettere il passaggio delle navi; Nevsky Prospekt, arteria principale della città e meravigliosa la sera quando tutti i palazzi principali sono illuminati; la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato (sorge dove fu assassinato lo zar Alessandro II) con le sue cupole colorate da fiaba e le pareti interne completamente decorate da mosaici, intarsi, stucchi, ceramiche, vetri colorati e pietre preziose; la Cattedrale di Sant’Isacco, che già dall’esterno con le sue colonne monolitiche di granito rosso toglie il fiato; Kazansky Sobor, la cattedrale dedicata alla Madonna di Kazan che in qualche modo ricorda la Basilica di S. Pietro (la devozione dei fedeli al suo interno è impressionante).
Senza rendercene conto è già sera, praticamente nessuno parla inglese (cosa che scopriremo essere diffusa in tutto il Paese purtroppo) e Alex ci aiuta a comprare una sim russa per il telefono e cambiare gli euro in rubli dopo che perfino la cassiera si è rifiutata di parlare in inglese con un secco “we are in Russia, I speak russian”.
Le prime 48 ore volano, ci perdiamo tra le strade, i canali ed i parchi della città. Gli gli ultimi due giorni ci spostiamo da un’altra couchsurfer, Anastasia, che ha orari più elastici e potremo dedicarci a lavorare un po’ sui nostri video, foto, blog ecc.
Nastia, così si fa chiamare dagli amici, è più dolce di una mamma. Parla italiano, ogni estate viene nel Bel Paese per tre mesi, preferibilmente in campagna. Vuole essere sicura che stiamo bene, ci coccola, ci prepara da mangiare, ci aiuta a spedire un pacco in Italia e ci dedica del tempo per portarci in giro. E’ una ragazza straordinaria, a soli 19 anni ha attraversato la Russia in autostop!
Alex e Anastasia, la nostra prima esperienza con couchsurfing che non poteva andare meglio, due persone fantastiche che ci hanno aiutato senza esitare, appena arrivati in questo enorme Paese da cui non sapevamo cosa aspettarci. Cose come questa ti ridanno fiducia nell’umanità e siamo solo all’inizio, è già tempo di ripartire, è arrivato il tanto atteso momento della capitale della Russia, Mosca.

Comments

  • Evan
    21 Novembre 2017

    a really beautiful trip and also those pictures,super-wide-angle,also is my love,love photograghy so much ,and come on to Beijing quickly ,come on come on come on ……

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