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MOSCA – Alta cucina, Donatella Versace e mummie rivoluzionarie

By on 10 Novembre 2017

Finalmente! Il grande momento è arrivato, la città che sognavamo dalla partenza, Mosca.
Per arrivarci abbiamo avuto un primo assaggio della Transiberiana, un breve treno notturno da San Pietroburgo  rigorosamente in Platzkart, ovvero la terza classe: 54 lettini in un unico vagone, senza cuccette, senza porte, tutti insieme appassionatamente.
Arriviamo in stazione, sono le 6 del mattino COME SEMPRE, qualche passo in strada e già veniamo abbagliati dalla maestosità degli edifici, dalla loro illuminazione, che qui è la normalità, ma a noi sembra la notte di Natale.

I soliti due chilometri a piedi e siamo davanti al nostro ostello. Da fuori sembra la casa dell’Esorcista, piuttosto che entrare faremmo volentieri un tuffo carpiato in una vasca di squali, ma non abbiamo scelta, siamo stanchi morti e la temperatura esterna ricorda il Polo Nord. Nessun segno di vita, citofono manco a parlarne, chiamiamo al telefono e una voce dall’oltretomba ci dice qualcosa in una lingua sconosciuta, sicuramente una maledizione, ma un attimo dopo una ragazza ci fa entrare. Non crediamo ai nostri occhi, non solo la stanza è già pronta e non dovremo dormire in cucina come al solito, addirittura è accogliente, tutta in legno, ci piace! Fuori dalla porta l’inferno sulla Terra, qui dentro la valle incantata.

Dopo la dormita del millennio si parte, siamo fuori verso il primo grande traguardo di questo viaggio. Camminiamo spediti mentre cresce l’eccitazione, ci siamo quasi, s’intravede qualcosa, è proprio lei… la Piazza Rossa! E qui le parole si sprecano, impossibile descrivere cotanta bellezza! Mai visto niente di paragonabile alla Cattedrale di San Basilio, pare uscita da una fiaba con le sue cupole colorate che sembrano fatte di panna montata. La guardi e ti rendi conto che mancherebbe solo l’arcobaleno sullo sfondo per completare una visione così perfetta.
Ma non è solo questo, appena trovi la forza di distogliere lo sguardo e tornare alle realtà, l’imponente torre Spasskaya con il suo massiccio orologio, il Cremlino, che puoi solo intravedere oltre le mura, il Mausoleo di Lenin, il palazzo di mattoni rossi del Museo Storico, che sembra un’altra cattedrale talmente è bello, ed i grandi magazzini GUM sul lato orientale, con la loro elegante architettura, creano una cornice unica a quest’immensa piazza colma di viaggiatori da tutto il mondo. Ce ne siamo innamorati (se non si fosse ancora capito) e passiamo letteralmente qui il resto della giornata scattando milioni di foto.

Anche qui l’inglese scarseggia parecchio, quando serve ci esprimiamo a gesti, sembriamo due ebeti ma riusciamo sempre a farci capire. Consiglieremo sempre a chiunque si senta scoraggiato dal non saper la lingua, di partire senza neanche pensarci, tutto il mondo è paese e riuscirete ogni volta, in qualche modo, a comunicare.

Il giorno dopo visitiamo il Cremlino (500 rubli, circa 7 euro, biglietteria ed ingresso dal lato dei Giardini di Alessandro), la cittadella fortificata racchiusa dalle mura come un prezioso scrigno. Ordinato, curatissimo, imponente, questo luogo leggendario ospita la Piazza delle Cattedrali (tre magnifiche chiese interamente rivestite di affreschi e icone), lo Zar dei Cannoni, la Zarina delle Campane, il Palazzo del Senato e i giardini interni. Visita molto affascinante ma non richiede più di un paio d’ore, il percorso è prestabilito, non si può girare troppo liberamente, ci sono guardie severissime pronte a richiamarti se “cammini fuori dalle strisce”. Purtroppo non abbiamo visitato l’Armeria, probabilmente scoraggiati da questa prima parte della visita e dal costo del biglietto d’ingresso (800 rubli, 11 euro circa), ma abbiamo scoperto in seguito che forse è la parte più bella.
Passiamo il pomeriggio col naso all’insù per le vie della città che ostentano tutta la magnificenza e lo sfarzo russo, per poi tornare alla realtà della nostra camera nell’ostello degli orrori.

Il terzo giorno decidiamo di perderci nella leggendaria metropolitana di Mosca che è una vera e propria opera d’arte. Ogni stazione ha un’architettura diversa dalle altre, tutte ricche di marmi, mosaici, lampadari e arcate. Mai vista una metro più bella, un museo sotterraneo visitabile per qualche ora senza il bisogno di una meta precisa, al modico prezzo di una corsa in metropolitana (50 rubli, 70 centesimi di euro).
Scendiamo al Gorkij Park, il parco principale di Mosca, ricco di verde, laghetti, chioschi, spazi di esposizione per artisti locali, di tutto di più insomma, senza tralasciare la bellissima passeggiata sulla Moscova, ottima per riprendere fiato dal caos del centro.
Si è fatta sera, il momento perfetto per salire su un autobus e raggiungere Sparrow Hills (Vorobiovy Gory), la Collina dei Passeri, il punto più alto della città dove si può godere di una vista mozzafiato!

Siamo all’ultimo giorno, ma prima di partire dobbiamo assolutamente visitare il Mausoleo di Lenin nella Piazza Rossa. Tenete a mente che è aperto solo al mattino per 4 ore (dalle 9 alle 13, ingresso gratuito) e la fila è sempre lunghissima, anche se scorre abbastanza bene. Il giorno prima hanno chiuso il cancello quand’eravamo ormai a due metri dall’ingresso (per un mio piccolo ritardo) e Federica stava per spezzare le sbarre a mani nude dal nervoso. Oggi non possiamo fallire, ne va della mia incolumità.
Ce la facciamo, siamo dentro, domani vedrò sorgere il sole. La tomba ha più guardie di Fort Knox, la luce è soffusa, niente foto, atmosfera gelida, è vietato quasi respirare, giusto il tempo di sfilare davanti alla teca che contiene il corpo imbalsamato di Lenin (morto nel 1928) e nel giro di un minuto le guardie vi costringeranno ad uscire. Visita molto suggestiva, surreale, solenne, non è da tutti i giorni vedere la salma di un personaggio storico così importante. Forse non adatta ai più impressionabili, ma è una tappa obbligatoria se siete a Mosca. È stato come entrare in punta di piedi nella storia.
All’esterno, lungo le mura del Cremlino, ci sono le tombe di Stalin ed altri leader sovietici, e perfino i resti del cosmonauta Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio!
Anche questa tappa è giunta al termine, questa città che trasuda storia da ogni angolo ci ha colpito al cuore, la sua architettura, la sua magnificenza, la sua gente, saranno per sempre un magnifico ricordo e abbiamo già deciso che un giorno ritorneremo.
Quindi, arrivederci Mosca, ora siamo pronti per la vera avventura, si parte con la Transiberiana!

 

IT’S NEVER TOO LATE

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ANDRE & FEDE
Milan, IT

Chi ha deciso che l'unico stile di vita possibile sia "studia, lavora, compra casa, fai una famiglia, vai in pensione e muori"? Trip'N'Roll è la storia di due sognatori che non vogliono arrendersi ad un'esistenza già scritta, in partenza per il giro del mondo dopo aver spezzato le catene dell'abitudine. Siamo Andrea e Federica, due milanesi allo sbaraglio, pronti per un viaggio rigorosamente zaino in spalla!

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