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HONG KONG – La stanza più piccola del mondo

Arrivare a Hong Kong dopo la Cina è stata una vera boccata d’aria (e non solo per l’aria meno inquinata).
Siamo entrati via terra dalla stazione di Shenzen con una facilità impressionante. C’eravamo preparati, come spesso accade al confine, a lunghi ed estenuanti controlli ma in dieci minuti siamo già dall’altra parte, coccolati ed esaltati dalla temperatura mite e dall’umidità tipica delle città sul mare.
Già dalle più piccole cose si intravede l’apertura mentale e la buona educazione che manca alla Cina, sarà la stanchezza ma ci basta vedere le persone in fila sulle scale mobili per lasciare libero il passaggio che subito ci sentiamo nuovamente in un paese “normale”, gentile, che pensa anche agli altri.
La rete metropolitana è efficientissima e consente di muoversi liberamente per tutto il territorio, il prezzo è leggermente più alto della media ma considerando che consente di passare da un’isola all’altra in un attimo, li vale tutti (ci sono anche i battelli in superficie ma dai turisti vengono utilizzati più a scopo panoramico).
Hong Kong è caotica, affascinante, rumorosa, colorata, multietnica, divertente, a primo impatto dà proprio l’impressione di non dormire mai (e in effetti è proprio così). Per noi è stato un vero e proprio risveglio dal torpore cinese, era da un po’ che non sentivamo quell’eccitazione tipica dell’arrivo in un Paese ancora tutto da scoprire.
La città è a tutti gli effetti un ponte tra Oriente ed Occidente, un luogo dove si intrecciano profondamente tradizione e modernità. Il suo fascino incredibile a parer nostro sta proprio nel passare dagli immensi grattacieli e i neon del centro ai vicoletti stracolmi di bancarelle di paccottiglia e ristorantini senza nome.
Gli Hongkonghesi (ebbene sì, si dice proprio così) sono molto fieri di esserlo, non si sentono cinesi e non sono nemmeno come loro per fortuna! Abbiamo trovato un popolo decisamente più aperto (qui la censura cinese non esiste), ci siamo sentiti in Europa in più di un occasione per la mentalità, l’organizzazione e l’efficienza (gli anni di dominazione britannica sono evidenti). Ci sono tantissimi occidentali che si sono trasferiti qui e convivono in perfetta armonia con gli asiatici, l’inglese è parecchio utilizzato (finalmente) e riusciamo a comunicare senza problemi.
Ma ora il pezzo forte: dovete sapere che Hong Kong è una delle città più densamente popolate del mondo e i suoi 7 milioni di abitanti vivono in pochissimi chilometri quadrati (per darvi un’idea l’Italia ha una densità di 203 abitanti per kmq, Hong Kong di 6.479!). Tutto ciò ha provocato uno sviluppo verticale della città con alti grattacieli ammassati l’uno sull’altro ed enormi e fatiscenti edifici, dei veri e propri alveari di cemento, in cui le persone sono costrette a vivere in “appartamenti” di 2-3 metri quadri senza finestre (in alto a inizio articolo potete ammirare la stanza/loculo in cui abbiamo dormito).
Se ogni abitante della Terra vivesse allo stesso livello di densità di Hong Kong, l’intera umanità potrebbe raccogliersi nei confini del solo Egitto!

 

IT’S NEVER TOO LATE!

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