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Cosa vedere in Salento: in vacanza lungo il tacco d’Italia

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Lu sule, lu mare, lu ientu: la Puglia salentina come non l’hai mai vissuta.

Ciao chicos, come state? Vi è piaciuto il viaggio a Madeira?

Adesso rimettiamoci lo zaino in spalla perché si ritorna in Italia alla scoperta del Salento. Mm… Lo so: tutto questo tran tran, alle volte, può essere stressante ma non c’è tempo da perdere, il Mondo è vasto e ci sono tante cose ancora da scoprire.

È la prima volta che leggi uno dei miei articoli? Allora lascia che mi presenti: sono Alessandro e sto costruendo un sogno: viaggiare più possibile scrivendo delle meraviglie del Mondo.

Cosa vedere in Salento?

Lu Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu, una piccola frase che dice tanto. Il sole, che brilla come non si vede altrove, così luminoso da diventare quasi accecante, così artista da regalare meravigliosi colori al cielo della sera.

Poi il mare, che circonda la penisola per 300 chilometri di costa, l’acqua trasparente che si adagia sulla sabbia finissima e si insinua nelle grotte carsiche del litorale, un mare che per secoli ha dato da vivere agli abitanti del posto e continua a farlo anche oggi.

Infine il vento, che a seconda delle stagioni calma o agita le onde, che porta con sé quell’aria umida che abbassa le temperature e mitiga il caldo eccessivo.

Il Salento è anche pura cultura. Qui antiche civiltà popolarono quella che in passato si chiamava La Messapia, ovvero “Terra tra due mari“. È stata la casa di greci, romani e degli invasori saraceni.

Nei secoli, le dominazioni che si sono susseguite in tutto il meridione, hanno lasciato al Salento qualcosa di magico che si mischia tutt’oggi con l’architettura, con l’arte culinaria e persino con la lingua parlata.

Non a caso, oltre al dialetto salentino, è facile ascoltare gli abitanti del posto parlare in griko, un particolare dialetto della lingua greca, o in arbëreshe, parlato dai cittadini albanesi che vivono qui da anni ormai, specie in provincia di Taranto.

Se poi si pensa all’arte, in una sola parola il Salento è: barocco. Preziose decorazioni a riccioli rendono Lecce un capolavoro artistico che si inchina alla luce del sole.

I luoghi magici da visitare in Salento: le perle del Sud Italia

Geograficamente parlando la penisola comprende Brindisi che si affaccia sul mare Adriatico, Taranto sulla costa ionica e Lecce le cui province toccano entrambi i mari, pur essendo l’unico capoluogo dell’entroterra.

Il territorio è caratterizzato in una prima parte dalle Murge brindisine e tarantine, verso il centro nasce la Piana Messapica di Lecce, dominata da uliveti secolari e vigneti vivaci, e infine le Serre Salentine su cui si estende la Serra dei Cianci, posta a soli 196 metri sul livello del mare.

Se passeggerai tra la natura salentina sarà impossibile non avvertire anche l’inconfondibile odore del mare. Non a caso la Serra dei Cianci, si estende fino al mare toccando Otranto e Santa Maria di Leuca.

Brindisi

Brindisium, come la chiamavano gli antichi romani, era una delle più importanti città dell’Impero, con un importante ruolo commerciale e culturale grazie al suo porto che si affaccia tutt’oggi sull’Adriatico.

In questo preciso punto finiva l’antica via Appia e Traina e iniziavano le spedizioni commerciali verso la Grecia, l’Egitto e tutto l’Oriente.

Molti uomini colti del tempo hanno vissuto in questa terra, tra cui Cicerone che trovò ispirazione per le sue Lettere Brindisine, Orazio e Mecenate che vi soggiornarono per lunghi periodi, e…Virgilio che trovò il suo eterno riposo.

A testimonianza del dominio dell’Impero, c’è ancora oggi la Colonna romana che padroneggia il porto con i suoi ben 19 metri di altezza, in cima alla scalinata di Virgilio, unica rimasta delle due costruite nel II secolo che servivano a segnalare la fine dell’antica via Appia.

Puoi trovare un po’ di Roma anche nella Cattedrale di San Giovanni Battista, costruita con le colonne romane del tempio di Apollo e Diana, caratterizzata da un arco a sesto sul quale si erge maestoso un campanile barocco.

All’interno si possono ammirare i resti di un prezioso mosaico che in passato copriva il pavimento.

E ancora il Castello Svevo, voluto da Federico II come residenza per le guarnigioni, e il Castello Aragonese dell’isola di Sant’Andrea, eretto di fronte al porto come torre difensiva.

Ostuni, la perla bianca del Salento

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A soli 42 chilometri da Brindisi, adagiata su tre colline a circa 220 metri sul livello del mare, c’è Ostuni, chiamata la Città Bianca.

Arrivando dalla strada, ecco cosa inizierà ad accendere il tuo entusiasmo: la pittura bianca a calce delle case del borgo antico, ammassate tra loro su vari livelli, che sembrano un gigantesco presepe.

Ma è al suo interno che la vera meraviglia si svela: vicoli e viuzze che brulicano di ristorantini tipici e piccole botteghe artigiane di ceramica e terracotta, tutte ordinate una dopo l’altra fino a salire nel punto più alto di uno dei tre colli dove si erige la Cattedrale.

Ricostruita nel 1400 dopo un violento terremoto e dedicata a Santa Maria dell’Assunzione, mantiene uno stile romanico-gotico così particolare che è stata classificata Monumento Nazionale nel 1902.

Ostuni, la terra tra i due mari, è circondata da mura aragonesi al di là delle quali nasce l’agro di Ostuni, disseminato da particolarissime masserie, che nel tempo sono state riqualificate e tramutate in agriturismi e hotel di lusso.

Lecce: la Firenze del Sud Italia

La Firenze del Sud, soprannominata così per l’immenso patrimonio architettonico che la caratterizza.

Ti basterà perderti per i vicoli della città di Lecce, ammirare i palazzi e i monumenti, le chiese costruite con la bianchissima pietra leccese per sentirti nello stesso tempo anche dall’altra parte d’Italia; un vero viaggio nel viaggio.

Tappe obbligatorie sono senza dubbio la Basilica di Santa Croce, costruita tra il XVI e il XVII secolo, il Palazzo Dei Celestini risalente al 1600, oggi sede del Palazzo del Governo e dell’Amministrazione Provinciale, e ancora… La Cattedrale con il suo campanile ed il Palazzo vescovile.

Al centro città, c’è piazza Sant’Oronzo, dove puoi ammirare l’Anfiteatro Romano e il Palazzo del Sedile che negli anni, è stato utilizzato per diversi eventi istituzionali mentre oggi lascia spazio a mostre d’arte di notevole importanza.

Otranto

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Ai tempi del Regno di Sicilia e fino ai primi anni del Novecento, il Salento era chiamato Terra d’Otranto. Un borgo antico fatta da vie e viuzze lungo le quali bottega dopo bottega, casetta dopo casetta, potrai godere dell’ospitalità del posto.

Chiese e scorci sul mare, il borgo d’Otranto è stato nominato Patrimonio Culturale dell’UNESCO; sarà in grado di darti una pace mai raggiunta prima.

Poco fuori dalla città nasce un piccolo paradiso naturale, una perla da non perdere assolutamente se deciderai di fare tappa in questa terra: un laghetto verde smeraldo incastrato tre le rocce color corallo della cava di Bauxite.

È situato alla spalle della Baia delle Orte, la più selvaggia e incontaminata spiaggia di Otranto, adagiata su un mare blu cobalto nel quale poter fare snorkeling e pesca subacquea.

Continuando verso Sud, puoi trovare Punta Palascia con il suo faro che, beato lui, può ammirare ogni giorno tramonti e albe; Porto Badisco dove si narra che avvenne il glorioso sbarco di Enea e dove è custodita la tanto apprezzata Grotta dei Cervi, chiamata anche la “Sistina del Neolitico”, il più importante sito archeologico d’Europa.

Continuando il tour c’è Santa Cesarea Terme: importante centro termale formato da quattro grotte naturali di acqua sulfurea. Un tesoro architettonico che si fa notare anche dal mare, grazie alla cupola di Villa Sticchi che sembra quasi una moschea.

Santa Maria di Leuca: la punta estrema della Puglia, la fine dell’acquedotto pugliese

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Questo è il punto in cui Adriatico e Ionio si mischiano in un’anima sola.

Qui è dove la Puglia finisce assieme all’acquedotto pugliese che, con una suggestiva cascata, si unisce al mare. Santa Maria di Leuca è costellata da tante ville che si susseguono uno dietro l’altra sul lungomare e il porto turistico, uno dei più suggestivi dell’intero Salento.

Detiene quasi ottocento posti barca di medie dimensioni e lo spazio giusto per le imbarcazioni più grandi, circa 40 metri di case galleggianti attraccano qui.

È proprio da questo porto, quindi, che partono le imbarcazioni che conducono i turisti alla scoperta delle grotte carsiche che si distribuiscono lungo tutta la costa.

Le più importanti sono la Grotta di Zinzulusa con le sue stalattiti e stalagmiti, la Grotta del Diavolo e la Grotta dei Giganti, che deve il suo nome al ritrovamento di resti ossei dei pachidermi.

Infine la Grotta Verde di Marina di Andrano, una cavità marina piena di stalattiti e conchiglie fossili; la gemma di un tratto costiero sabbioso come la Botte ed infine Marina della Torre con le sue acque cristalline e le sue rocce dalle quali fuoriescono getti d’acqua dolce.

Gallipoli

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È la tappa più famosa e sicuramente la più frequentata grazie al suo mare meraviglioso, limpido e pulito. Una città che di sera regala una vita notturna molto vivace attirando quindi molti giovani da ogni parte d’Italia.

Meta ambita comunque da persone di ogni età, grazie alla particolarità del borgo antico che, con le sue stradine lastricate, mantiene una bellezza e un fascino d’altri tempi.

A dominare Gallipoli c’è il mastodontico Castello Angioino circondato quasi totalmente dal mare.

Potrai accedere alla fortezza attraversando il centro storico, che si pone praticamente su un’isola calcarea collegata alla resto della città nuova con due ponti.

Le mura, i bastioni e le torri che un tempo fungevano come difesa dagli invasori, oggi riparano la città dalle impetuose mareggiate e ospitano osterie e ristoranti tipici dove poter assaporare prelibatezze di pesce, come i famosissimi gamberi rossi di Gallipoli.

La cucina salentina

Se andrai in Salento, non farti scappare per nessuna ragione al mondo il Pasticciotto, un piccolo tortino di pasta frolla ripieno di crema pasticcera e amarena nella versione più classica, ma potrai assaggiare anche quello ripieno alla nutella e pistacchio, ce n’è per tutti i gusti.

Se poi accosti questa primordiale dolcezza ad un buon caffè leccese a cui vanno aggiunti, per tradizione, ghiaccio e latte di mandorla, allora assaporerai qualcosa di indescrivibile.

Al di là di questo, la mandorla è un elemento sovrano in tutti i dolci salentini che vengono prodotti tutto l’anno. Tra i più importanti ci sono i Purcedduzzi, nel periodo natalizio, e l’Agnellino di pasta di mandorle per Pasqua.

Da non perdere è anche la Cotognata, una confettura prodotta dalle mele cotogne, solidificata e confezionata all’interno di panetti.

In generale la cucina Salentina, come tutta quella pugliese, è basata su prelibatezze fatte da ingredienti “poveri” prodotti nelle campagne, quali grano, olio, vino, ortaggi, legumi e frutta.

Tra i piatti tradizionali puoi trovare le fave e cicorie, i ciceri e tria, le lumache da cucinare con aglio o pomodoro e i primi di pesce con frutti di mare pescati in giornata.

Poi c’è il Galletto di Sant’Oronzo, carne bianca rosolata in padella con cipolla, vino rosso e pomodoro fresco; il Rustico Leccese, un prodotto rustico fatto di pasta sfoglia e ripieno di besciamella, mozzarella, pomodoro e un po’ di pepe.

In rosticceria, troverai anche la famosa Puccia, un panino da farcire con ingredienti semplici della tradizione salentina.

A questo punto ti verrà sicuramente sete; il miglior modo per spegnerla è un buon viso rosso come il Primitivo del Salento oppure un Salice salentino Bianco DOP.

Conclusioni

Il piccolo giretto in Salento termina qui.

Ovviamente leggere di questa terra, come del resto di ogni angolo di Mondo, è come leggere solo i titoli di copertina di un buon libro.

Il miglior modo di “assorbire” una terra, è vivere quel luogo in prima persona… solo così potrai imprimerlo per sempre nelle pagine ancora da scrivere della tua vita…

Un braccio sincero da Alessandro, SEO Copywriter

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